Rovigno ricorda l’opera del pittore Antonio Toni Macchi


Venerdì 3 marzo , presso il Centro multimediale cittadino si è svolta, dinanzi ad un numerosissimo
pubblico, l’inaugurazione della mostra dedicata al talento del grande pittore rovignese Antonio Toni
Macchi.
La mostra è il risultato del primo progetto congiunto che nasce dopo la firma dell’Accordo di
collaborazione tra la locale Comunità degli Italiani e l’Associazione artistico culturale „Giusto Curto“,
rientrando nel ricco programma degli eventi in lista che il sodalizio organizzerà nel corso dell’anno in
occasione del 75.esimo anniversario della sua fondazione.
Ad aprire il programma della serata è stato il coro misto della SAC „Marco Garbin“, diretto dal
Maestro Riccardo Sugar, sulle note dell’ „Inno all’Istria“ volendo esprimere il sentimento
d’appartenenza al territorio d’insediamento storico, percettibile e in perfetta sintonia con ogni tela
del Maestro Toni Macchi esposta in sala.
A dare il benvenuto al pubblico è stato Matteo Tromba, vicepresidente del sodalizio rovignese, che
ha voluto ribadire il fatto che il progetto della mostra ha avuto una vivissima adesione da parte dei
connazionali e delle istituzioni che hanno voluto essere parte attiva dell’evento prestando i loro
quadri per l’intera durata della mostra, cioè fino al 29 di marzo.
„Il grande contributo di tutti è sicuramente dovuto al fatto che Antonio Toni Macchi è un nome
presente in ogni memoria famigliare, quasi di ogni casa rovignese. Egli ha saputo con maestria e
talento, raffigurare i momenti della nostra quotidianità , trasformando i sentimenti astratti e
intangibili in un’opera d’arte che rappresenta un bene materiale. Possiamo definirlo come un’artista
che ha saputo, attraverso le sue opere e il suo contributo alla nostra comunità, mantenere saldo il
nostro essere e renderci ancora più orgogliosi del nostro patrimonio artistico-culturale e della
bellezza del nostro territorio.“ Ha detto Matteo Tromba.
Riccardo Bosazzi, vicepresidente dell’ AAC „Giusto Culturale“ ha espresso la sua soddisfazione
dell’inclusione di tutti i connazionali nella realizzazione di questo progetto vincente al quale si è
lavorato in sinergia, ringraziando le famiglie rovignesi e le istituzioni che hanno riconosciuto da subito
l’importanza e l’unicità del progetto.
Presenti tra il pubblico pure le autorità, tra cui il vicesindaco rovignese in quota CNI David Modrušan,
il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Marin Corva, il presidente del Consiglio della
minoranza nazionale autoctona della Regione Istriana Gianclaudio Pellizzer, Eufemia Giuliana Budicin,
consigliera dell’ANVGD e in rappresentanza della Famia Ruvignisa, nonchè i rappresentanti politico-
amministrativi delle istituzioni cittadine e delle Comunità degli Italiani.
Il giornalista Elio Velan, nel suo emozionante intervento ha trasportato con maestria e dolcezza il
pubblico nelle tele del Maestro Macchi nelle quali vive ancora lo spirito di una Rovigno sospesa nel
tempo, con le sue genti umilli, il suo dialetto, la sua musica, i suoi sapori, i suoi squarci di vita. „Sono
una cinquantina i quadri originali messi in esposizione questa sera, le opere del Maestro sono sparse
un po’ in tutto il mondo. Dove c’è un rovignese, c’è un quadro di Macchi, che ha sempre dipinto con il
cuore, con l’anima del rovignese.“ Ha concluso Elio Velan.
Un commento critico dell’opera artistica di Macchi, è stato proposto dal critico d’arte Marino Baldini,
il quale ha ripercorso la vita e le vicende salienti dell’artista rovignese, ricordandone gli inizi da
autodidatta, e la seguente formazione che perdurò fino all’inizio del secondo decennio del
Novecento. Dalle iniziali nature morte, vedute interne, scenografie teatrali per il teatro cittadino, alla
sua espansione e alla ricerca della pittura metafisica con tracce dell’avanguardia tipiche degli anni

venti del Novecento, visibili in alcune sue vedute della città natale. Gli anni quaranta invece portano
Macchi alla realizzazione di importanti affreschi di chiese a Rovigno, a Visinada, Orsera, Racotole e
Barbana. Va ricordato il suo lavoro artistico ai principali monumenti all’Avana di Cuba, che ha
segnato, più di ogni altro , la storia dell’arte dell’Istria dai tardi anni venti all’inizio degli anni Trenta,
rimasto sempre attaccato all’anima della sua amata Rovigno, con i suoi scorci, le sue piazzette, le sue
contrade, il suo mare.
Lilia Macchi, unitamente ai fratelli, ha voluto ringraziare sentitamnete gli organizzatori e il pubblico,
ricordando il nonno con tanto affetto e commozione.
A chiudere la serata colma di emozioni, sono stati i canturi della „Giusto Curto“ con l’interpretazione
di „Sant’Eufemia“ e altri canti della tradizione rovignese.
La mostra è stata realizzata grazie al sostegno dell’Unione italiana, la Città di Rovigno, l’Ente turistico
cittadino, la Regione Istriana, Il Consiglio per la minoranza nazionale italiana autoctona della Regione
Istriana, l’Università popolare aperta della città di Rovigno per la gentile concessione del centro
multimediale e per il supporto tecnico, Il Museo civico per la collaborazione professionale
nell’allestimento della mostra, il Centro di ricerche storiche per la consultazione del fondo
bibliotecario e d’archivio. Il vernissage è stato preparato dalla “Vela al terzo”. Ai convenuti, a fine
serata è stato offerto un gadget contenente l’e-book della mostra.
La mostra è visitabile fino al 29 marzo nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12:00 e
dalle 18 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 12.
Roberta Ugrin

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