I TRAMONTI ROVIGNESI

Di Roberta Ugrin

Rovigno è stata da sempre ritenuta “lo reposso dei deserti”, com’era stato scolpito nel 1563 sopra il Porton del ponte, attraverso il quale si passava dalla terraferma sull’isola dove sorgeva l’abitato.

Una cittadina di mare che nel corso dei secoli è stata un rifugio sicuro e accogliente per coloro che cercavano un riparo in seguito a sventure, calamità naturali, epidemie e guerre.

Nell’attesa della stagione turistica, Rovigno, ora sembra lentamente risvegliarsi dal letargo invernale.

Una passeggiata in riva Sottolatina, che al tramonto si presenta innondata da una particolare condizione di luce, definita la “golden hour” lascia a bocca aperta chiunque ne è testimone.

ll pittoresco porto rovignese, con le sue batane e una struttura architettonica accogliente, cattura l’attenzione di chi sa guardare oltre la mera superficie delle cose.

Così appare Rovigno, baciata dai raggi di sole pomeridiani, nell’ora d’oro; affascinante, romantica, suggestiva, ribelle d’animo e gentile nel cuore, proprio come le sue genti.

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