CALA IL SIPARIO SU ANTONIO MACCHI

Alla fine alcune considerazioni sono d’obbligo. La mostra dedicata a Toni Macchi ha di gran lunga superato le aspettative. Nell’intimo speravo, ma non fino a questo punto. Un successo pieno: durante le tre settimane che ci sono state concesse c’è stato un continuo via vai di persone; una processione. I quadri di Macchi hanno una forte carica identitaria: chi possiede un dipinto del maestro appartiene indissolubilmente alla città. La mostra ha consacrato definitivamente questa profonda verità, Toni Macchi è Rovigno.

Non so se ci sarà un’altra mostra come questa. Spero che tutti quelli che l’hanno vista hanno capito che hanno assistito a qualcosa di irripetibile, mai tanti quadri del maestro offerti al pubblico. Tra poche ore torneranno nelle case delle famiglie che, offrendo i dipinti, hanno reso possibile l’avvenimento. Ora ci sarà da lavorare per realizzare la monografia e non è facile. Il materiale raccolto finora è grande, direi enorme, tutto è predisposto. La serata di inaugurazione ha visto la partecipazione di centinaia di persone.

Osservavo i volti dei parenti, dei nipoti: erano sorpresi, anzi, increduli. Tutto si è svolto nel migliore dei modi ma, quando si assiste a qualcosa di veramente importante, oltre alle presenze, sei obbligato a registrare anche le assenze, è una vecchia regola del giornalismo. Così, non posso dimenticare l’assenza del sindaco e dell’assessore alla cultura. Onore al vicesindaco ma la sua presenza non ha potuto colmare il vuoto istituzionale. Lascio al sindaco e all’assessore la decisione futura di presenziare a manifestazioni culturali che riterranno degne della loro presenza. Per il resto la mostra ce l’ha fatta, è riuscita a superare, quasi indenne, venticinque giorni di maltempo, di improvvisi “giri de aria”. Un grazie particolare alle insegnanti e maestre delle scuole cittadine che hanno fatto conoscere Macchi ai bambini e ai giovani. Sono convinto che ricorderanno.

Di Elio Velan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto