“…Partì all’alba, dopo aver dormito pochissimo per l’eccezionalità del momento, era entrato nel letto più per non destare sospetti che per riposare, visto che nessuno della sua famiglia era al corrente di quanto si accingesse a fare. Sapeva che al momento opportuno il cognato avrebbe raccontato la sua versione della storia ed era sicuro che non ci sarebbe stato nulla da ridire, anzi, avrebbero lodato il suo coraggio. Non era mai sceso tanto a sud nei suoi viaggi per mare con le barche del posto. Uscivano qualche miglio al largo per poggiare le reti o le nasse ma sempre lungo la costa istriana. La punta di Promontore, sotto Pola e le isole Brioni, erano il suo stretto di Gibilterra, la porta sull’Oceano, oltre la quale tutto era un’incognita, la terra di nessuno…”
Sono queste alcune delle parole che Rosanna Turcinovich Giuricin riporta dalla sua ultima fatica editoriale, il volume dal titolo “Di questo mar che è il mondo” edito da Pendragon nella collana Linferno.
Giovedì, 1° febbraio è stato il vicepresidente del sodalizio rovignese, Matteo Tromba, a dare il benvenuto alle ospiti e al nutrito pubblico presente presso la sala maggiore della CI. La serata è stata inquadrata nelle manifestazioni che celebrano il ventesimo anno dall’istituzione del “Giorno del ricordo”, che dal 10 febbraio 2004 si celebra per ricordare le vittime delle violenze avvenute alla fine della seconda guerra mondiale sul confine dell’Adriatico orientale.
Ricorderemo che la connazionale Rosanna Turcinovich Giuricin, giornalista, nasce a Rovigno nel 1957. Si forma al quotidiano “La Voce del Popolo” di Fiume dove lavora fino al 1992 come responsabile delle pagine culturali e come corrispondente dal FVG dal 2006 al 2020. Trasferitasi a Trieste nel 1992 collabora con “Trieste Oggi”,” Il Meridiano”, “il Piccolo-Istria Amica”, “Telequattro” e “TeleCapodistria”. È ideatrice de “La Bancarella, Salone del Libro dell’Adriatico orientale” che ha curato a Trieste, Torino e Roma. Attualmente è direttrice del mensile “La Voce di Fiume” dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, della rivista per le Ambasciate italiane nel Mondo “Eccellenza/Excellency”, collabora con la rivista “Nord Adriatico Magazine”. Ha fatto parte dell’associazione Giuliani nel Mondo dal 2008 al 2020. Per la sua attività letteraria ed il suo ruolo “trasversale” ha vinto il Premio Leone di Muggia, il premio Valenziano a Genova nel 2018. Nel 2021 è stata insignita del Premio Fulvio Tomizza del Comune e Lions di Trieste. Nel 2023 è stata nominata “Donna dell’anno” dai corregionali dell’ERAPLE all’estero. Ha pubblicato una decina di libri di cui “Maddalena ha gli occhi viola” e “Esuli due volte” sono stati tradotti in lingua inglese e distribuiti in Canada e Stati Uniti.
“Di questo mar che è il mondo…”, la sua opera più recente, ne ha dialogato giovedì sera con la giornalista Rossana Poletti che ha fatto conoscere al pubblico la trama del libro scoprendo i momenti più salienti della maturazione anche sentimentale che ha portato l’autrice a condividere con il foglio i suoi ricordi più intimi e famigliari.
Rosanna Turcinovich ci porta all’alba dello scoppio della Seconda guerra mondiale quando il giovane istriano Bepi si ritrova sulla via del mare per intraprendere il tragitto che dalla sua nativa Rovigno lo condurrà a Zara. Questo è quindi il racconto di una traversata, un viaggio di formazione che porterà il protagonista a confrontarsi con un mondo che sta cambiando, ancora fermo a metà strada tra un passato travagliato e un futuro che si fa sempre più minaccioso. Lungo il suo percorso Bepi troverà un inaspettato compagno, un orologiaio pronto a prendere il largo a causa di un antico amore, la cui pacata e decisa presenza sarà determinante per la sua crescita. Con delicatezza l’autrice racconta un episodio della sua storia familiare capace di celebrare il ricordo della figura paterna, ma anche di farsi scorcio su un pezzo di storia italiana tragico come l’abbandono forzato della propria terra da parte dei cittadini istriani.
La redazione
